Considerando anche Dallas-Washington giocata giovedì notte, sono ben 7 gli scontri divisionali che popolano questa week. Tra tutti spicca quello in vetta alla division più ostica e competitiva della NFL: Saints vs Panthers vale molto, non sarà decisivo per la post season, ma può dirci già qualcosa in quel magma caldissimo e bollente che è la rincorsa agli Eagles in NFC.

Scusandoci per l’assenza della preview nella week scorsa, questo è quello che ci aspetta tra domani e lunedì notte. I bye sono finiti, ieri è iniziato dicembre, non si scherza più un cazzo.

Minnesota Vikings (9-2) at Atlanta Falcons (7-4)
A campi invertiti questo potrebbe essere benissimo un wild card game o un divisional tra un mese. Atlanta pare essersi ripresa dallo sbandamento di ottobre, ma ora approccia una fase del calendario difficilissima (oltre questa, avrà poi 2 volte i Saints, i Panthers e i Bucs, tutta la division in pratica): Julio Jones ha battuto un colpo bello forte, il primo della stagione, domenica torna anche Freeman, servirà l’apporto di tutto per scalfire una delle difese più solide della lega.

New England Patriots (9-2) at Buffalo Bills (6-5)
Come si “marca” Rob Gronkowski? Non chiedetelo ai Bills: sinora l’hanno incontrato 6 volte: 5×109 1 TD, 7×113 1 TD, 7×94, 5×104 1 TD, 7×109 1 TD, 4×54 2 TD. Buffalo è ancora inspiegabilmente in corsa per i playoff, dono di una AFC che nella fascia media ha squadre con molte lacune: magari a fine stagione potrebbero addirittura recriminare per quel primo tempo fatto giocare a Peterman con 5 intercetti a contorno.

San Francisco 49ers (1-10) at Chicago Bears (3-8)
Il record complessivo di questa sfida è 4-18: avvilente. Però un minimo di interesse può esserci con il debutto da titolare di Jimmy Garoppolo in orocremisi. A San Francisco non si aspettano che faccia un TD ogni 3 snap (come accaduto sul finire della partita di settimana scorsa), ma in quest’ultimo scorcio di stagione Shanahan dovrà iniziare già a capire se la sua scelta di tradare per l’ex Pats gli permetterà di allenare ancora per molto. D’altro canto a Chicago sperano che Fire Fox non sia solo un browser.

Tampa Bay Buccaneers (4-7) at Green Bay Packers (5-6)
In fase di preview stagionale questa doveva essere una sfida molto affascinante, poi il football va un po’ come gli pare: infortuni e sopravvalutazioni varie ci offrono una sfida abbastanza scialba. A Green Bay almeno c’è curiosità di capire quanto possa valere Hundley (magari per ricavarci qualcosa in offseason, non come successo anni fa con Flynn che fu perso a “zero”). Per i Bucs invece abbiamo passato due mesi a chiederci cosa non andasse in questo attacco sulla carta esplosivo e non ci siamo accorti che non esiste difesa che concede più yard della loro quest’anno.

Houston Texans (4-7) at Tennessee Titans (7-4)
Con Savage titolare, Houston è 1-4 (almeno Arizona l’ha battuta). La squadra texana ha quindi poco da chiedere a questo dicembre se non che finisca presto e che Babbo Natale porti per l’anno nuovo tanta salute alle ginocchia di Watson. Tennessee continua ad avere un calendario abbordabile e spera che strada facendo ritrovi un po’ della brillantezza di inizio stagione, iniziamo ad avere qualche dubbio che va ben al di là del più che positivo record.

Denver Broncos (3-8) at Miami Dolphins (4-7)
L’esordio di Paxton Lynch ha ricordato la pubblicità anni ’90 del Macallan: “Paxton, sono Elway, sei pronto per me?”, “Yaaaaaaawn da quanti anni sono qui?!”, “Da due anni….”, “No, non bastano….”. E sì, non bastano: la prima impressione è stata raggelante, poi si è anche infortunato. Il Tour (dei QB) del Colorado domenica prevede di nuovo la tappa Siemian. Anche a Miami hanno passato la stagione ad alternare quarterback come fossero ciliegie: uno (Moore) tira l’altro (Cutler), mentre i tifosi al massimo tirano bestemmie.

Kansas City Chiefs (6-5) at New York Jets (4-7)
I Chiefs hanno perso 5 delle ultime 6: solo con Denver è stato impossibile non vincere. La difesa non è mai sembrata solida, ma l’attacco s’è totalmente inceppato: raramente si va oltre i 20 punti, Hunt sembra essersi spiaccicato sul “rookie wall” (classico a questo punto della stagione) e la filosofia offensiva di Reid pare meno avvolgente e conturbante di Mariangela Fantozzi. Dall’altra parte domenica incontrano i Jets a cui non frega un cazzo di nulla. Si prospetta proprio una bella partita, controlleremo solo se la striscia di partite consecutive con almeno un TD di Robby Anderson si prolungherà a 6.

Indianapolis Colts (3-8) at Jacksonville Jaguars (7-4)
I Jaguars sono talmente preoccupati dai Colts che l’argomento principale uscito sui media nazionali in fase di preparazione è stato: Doug Marrone mangia i sandwich “bologna and cheese” sia per festeggiare le vittorie che per consolarsi dalle sconfitte, non stiamo scherzando, un articolo intero su questa roba su ESPN.com. Ogni altra cosa a questo punto è superflua.

Bologna and cheese

Detroit Lions (6-5) at Baltimore Ravens (6-5)
Due squadre a 6-5, anche se un 6-5 è più falzo dell’altro. Chi ha ascoltato la puntata del nostro podcast di questa settimana sa già a quale ci stiamo riferendo. Chi non l’ha ascoltata vivrà con il dubbio: saprà conviverci? Riuscirà comunque a dormirci la notte?! Radio Bonanza 128.

Cleveland Browns (0-11) at Los Angeles Chargers (5-6)
I Browns nelle ultime 30 partite tra fine 2015 ed oggi hanno vinto una sola volta, contro i Chargers. Ma quest’anno (a differenza dell’anno scorso) Rivers e compagni non sono nella posizione di fare regali, pur con un record perdente, la division è ancora alla portata: Cleveland dovrà quindi elemosinare la W per evitare lo 0-16 da qualche altra parte (Baltimore? Chicago? Più si avvicina Natale più troveranno gente predisposta al dono…)

New York Giants (2-9) at Oakland Raiders (5-6)
Pathetic Giants (non incazzatevi con noi, l’ha detto Rivers) arrivano sulla costa ovest con un nuovo sceriffo vigile giullare al comando: Geno Smith non è un omonimo di quella sciagura vista 3 anni fa ai Jets, è proprio lui e McAdoo (astuto come Badger in Breaking Bad) ha deciso di dargli una chance ed interrompere la striscia di 210 partite consecutive di Eli Manning (secondo solo a Favre). Possiamo comprendere la logica, un po’ meno la messa in atto. Ad Oakland intanto nonostante l’odore del fallimento sia sempre più forte, sono ancora in corsa per la postseason.

Carolina Panthers (8-3) at New Orleans Saints (8-3)
Il big match di giornata, ci arrivano due squadre che forse non sono così in forma come il loro record suggerirebbe: a New Orleans stanno cercando di recuperare qualche infortunato pesante (su tutti il candidato principale di rookie difensivo dell’anno, Marshon Lattimore, ma non solo); i Panthers invece arrivano da 4 W consecutive, ma sembrano più figlie del calendario: non hanno mai dato quella sensazione di solidità totale a cui ci avevano abituato due anni fa. Interessante la sfida a distanza tra i RB rookie: finora Kamara è stato quello che dovrebbe essere McCaffrey.

Los Angeles Rams (8-3) at Arizona Cardinals (5-6)
Queste due squadre si sono incontrate poco più di un mese fa, è finita 33-0 per i Rams. Nel frattempo i Cardinals non hanno comprato alcuna divinità, anzi Gabbert (non presente in quella partita) le divinità le scaccia. Quindi ci sembra inverosimile possa andare troppo diversamente. Wade Phillips avrà compassione?

Philadelphia Eagles (10-1) at Seattle Seahawks (7-4)
Philadelphia è lanciatissima verso la post season (rischia solo di avere un dicembre poco significativo), Seattle invece cerca ancora di capire se i season ending che hanno falcidiato la difesa siano una occasione per scoprire nuovi talenti o semplicemente una sfiga e basta. Certo che avere dubbi davanti all’armata di Doug Pederson non è proprio il massimo: se metti la mano come nella bocca della verità, finisce che te la mozzano.

Pittsburgh Steelers (9-2) at Cincinnati Bengals (5-6)
Facciamo un test: “Cincinnati vince questa partita, poi batte in sequenza Chicago, Minnesota, Detroit e Baltimore: chiude la stagione con 7 vittorie consecutive e con un record di 10-6 va ai playoff come wild card. A gennaio infila tre W in trasferta. A febbraio poi completa l’opera. Il contratto a Marvin Lewis viene rinnovato per altri 15 anni (non tutti i beni vengono per giovare).” Ok, a che punto della lettura avete chiamato la neuro? A che punto invece avete aperto il vostro sito di scommesse online preferito ed avete piazzato il deca sui Bengals World Champions?!

“Mi avevi già convinto al Cincinnati” (semicit.)

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azazel
20 e passa anni di passione, aspettando la Pasqua: – metà anni 90: il televideo, tele+ analogico criptato, videocassette registrate da zio di amico e il diario con i countdown verso il Super Bowl – primi anni 2000: il modem 56k, le freccette sullo schermo di nfl.com, i primi fantasy, Quincy Carter – seconda metà anni 2000: l’avvento dell’ADSL, gli streaming illegali, il forum di playit, quel ciccione di Bill Parcells, Romo Undrafted – dal 2010: i podcast, il Game Pass, Twitter, gli 8-8

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