Con il “Thanksgiving Day” finisce novembre, inizia dicembre, ma soprattutto il calendario NFL è stato rimescolato grazie a questa festività che viene immediatamente seguita dal Black Friday. Il giorno del grazie lo celebriamo anche noi della Bonanza, elencandovi 32 motivi per il quale le franchigie NFL devono dire “Grazie”.

1. Philadelphia Eagles (10-1) = – Grazie a chiunque abbia deciso di passare Carson Wentz al draft, e grazie soprattutto per questi balletti, giusto per far sentire i Bears ancora peggio.

2. Minnesota Vikings (9-2) +4 – Grazie per aver reso un QB presentabile Case Keenum, che sta avendo di gran lunga la stagione migliore della sua altalenante e poco gratificante carriera. E anche in questo caso, il ringraziamento lo ha festeggiato letteralmente in campo.

3. New England Patriots (9-2) = – Grazie a Brady che qualche volta ci ricorda che anche lui può lanciare un intercetto, grazie a chi aveva dato per spacciati i bostoniani dopo le sconfitte di settembre, e niente, eccoci di nuovo qui, nella top 3.

4. Pittsburgh Steelers (9-2) = Grazie a Big Ben che finalmente si ricorda di avere un certo Antonio Brown a roster, cercandolo ancora una volta con una certa continuità. Multi TD game again and again.

5. Los Angeles Rams (8-3) +2 – Grazie a chi ha creduto in un ragazzino da mettere come Head Coach, e a Greg Zuerlein che fa gongolare chi lo ha preso al fantasy football.

6. Carolina Panthers (8-3) +5 – Grazie a Luuuuuuuke Kuechly che ci ricorda come questo sport abbia necessariamente bisogno di lui.

7. New Orleans Saints (8-3) -5 – Grazie ad Alvin “Superstar” Kamara, che se continua in questo modo ha messo le mani sul premio ROY in men che non si dica.

8. Atlanta Falcons (7-4) = – Grazie a Momo Sanu, che ci ricorda quanto Matt Ryan non sia poi così fondamentale per l’attacco dei Falcons.

9. Seattle Seahawks (7-4) +1 – Grazie a Russell Wilson che si fa onore consegnando subito l’ovale agli avversari in segno della propria superiorità. Certo che farlo dopo sei secondi, ha proprio un cuore d’oro.

10. Tennessee Titans (7-4) +2 – Grazie a DeMarco Murray, che pur vestendosi da Casper per tutta la durata della partita giocata a Indy, riesce a segnare il TD della vittoria. Insuperabile.

11. Jacksonville Jaguars (7-4) – 5 – Grazie alla firma di Calais Campbell, che rende meno amara la sconfitta degli “ex” in Arizona.

12. Baltimore Ravens (6-5) +4 – Grazie alla mediocrità di tutta la American Football Conference, che permette ai Ravens di avere un record dignitoso e una chance per fare i playoff molto concreta.

13. Los Angeles Chargers (5-6) +3 – Grazie al talento fuori dal comune di Keenan Allen, e a quello di Drew Kaser: come le sbuccia lui nessuno mai.

14. Buffalo Bills (6-5) +5 – Grazie a Tyrod Taylor, che di fatto consegna nelle mani dell’allenatore Sean McDermott il premio “cazzata dell’anno”, condiviso ampiamente con Nathan Peterman, adesso meglio noto come Mambo number 5.

15. Kansas City Chiefs (6-5) -1 – Grazie a…..a tutti quelli che davvero credevano che potesse essere l’anno buono. Spiace.

16. Detroit Lions (7-4) -6 – Grazie ai running back che non riescono a tenere un pallone che sia uno, e grazie per essere inconcludenti anche quest’anno!

17. Oakland Raiders (5-6) +4 – Grazie all’opportunità che forse li rimette in gioco per qualcosa, anche se il pre game show della UFC è stato uno spiacevole imprevisto.

18. Washington Redskins (5-6) +5 – Grazie alla perfetta alternanza W/L dei Redskins, ma grazie in particolare a quest’uomo qui, che del regolamento ha capito tutto.

19. Dallas Cowboys (5-6) -1 – Grazie a Darren McFadden, che ha annunciato il suo ritiro dal football giocato. Ah, non volevamo distrarvi dal fatto che i ‘Boys abbiano perso di nuovo.

20. Green Bay Packers (5-6) -3 – Grazie ad Aaron Rodgers, che come i leoni recupera più fretta degli altri, e si permette di fare un paio di passaggi. Robetta.

21. Cincinnati Bengals (5-6) +1 – Grazie a Joe Mixon, che per una volta si fa notare per quello che accade sul campo e non per altre, tristi notizie.

22. Arizona Cardinals (5-6) +4 – Grazie ai Jaguars, che hanno lasciato andare Blaine Gabbert (!!!!), autore di V per Vittoria ai danni proprio della sua ex squadra.

23. Houston Texans (4-7) -4 – Grazie a DeAndre Hopkins, l’unico evidentemente a non essere baciato dalla sfiga che imperversa a Houston. I playoff ormai sono un ricordo.

24. New York Jets (4-7) -1 – Grazie ad Austin Seferian-Jenkins, che droppa questo passaggio con grandissima nonchalance.

25. Miami Dolphins (4-7) +4 – Grazie a Ted Karras, che con lo snap più bello della week 12 rende credibile la difesa dei Dolphins.

26. Tampa Bay Buccaneers (4-7) -2 – Grazie a Fitzmagic che per una volta non si è fatto intercettare. I Bucs però perdono lo stesso, peccato, la prossima volta Julio Jones sarà più clemente.

27. Denver Broncos (3-8) = – Grazie agli arancioni, che la buttano in rissa già sapendo che anche questa la vincono la prossima volta. Class act.

28. New York Giants (2-9) = – Grazie ad Elisha Manning, che fa spazio ai giovani, tant’è che alla prossima vedremo….Geno Smith. Da sfavoriti a super sfavoriti.

29. Indianapolis Colts (3-8) +1 – Grazie a Jacoby Brissett, che è stato sackato 8 volte ma fortunatamente non ha perso l’uso di braccia o qualsiasi altra cosa che gli impedisse di giocare, tentando di vincere insperatamente contro i Titans.

30. Chicago Bears (3-8) -4 – Grazie ai Bears che ci hanno fatto credere di essere un po’ meglio di quelli visti nelle ultime settimane.

31. San Francisco 49ers (1-10) = – Grazie a Jimmy G, che in pochi istanti la spiega a tutti i precedenti QB che avevano indossato la maglia di San Francisco.

32. Cleveland Browns (0-11) = – Grazie ai tifosi di questa squadra, che nonostante abbiano perso il piacere di vedere anche solo una volta una vittoria dei Browns, imperterriti seguono la squadra. Gli ultimi saranno i primi, sì, ma quando?

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Andrea Triunfo
Studente della Cattolica di Milano, insegue il sogno di diventare giornalista professionista. Scopre gli sport americani nel 2006 ma è solo tre anni più tardi che visita Boston e si innamora di Beantown. Patriots, Bruins, Red Sox e Celtics diventano tutt'uno, tanto da spingerlo a tornarci altre tre volte, l'ultima in ordine di tempo per uno stage. Da quel momento diventa l'inquilino più patito di Fenway Park.

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