Oh. Apple può presentare il suo iPhone Generation DX. E noi non possiamo rilanciare con il Power Ranking 2017? Bonanza risponde presente.

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1. Kansas City Chiefs (1-0) – I Chiefs hanno tirato giù i Patriots come la Barriera di Game of Thrones nell’ultima stagione. Kareem un cacciatore assetato di yard.

Night’s Alex.

2. Green Bay Packers (1-0) – Montgomery. Nelson a segno. Più che una vittoria dei Packers pare una dichiarazione di guerra del Regno d’Inghilterra per riprendersi il Commonwealth nelle ex-colonie britanniche. Montgomery 1 – Lacy 0.

3. Dallas Cowboys (1-0) – Ezechiele, Ezechiele. Sei più prezioso dell’iPhone X e i Cowboys partono a 130 volando sui Giants.

Il design di questi Cowboys è pensato per essere il più smart e aza approval possibile.

4. Oakland Raiders (1-0) – THE ITALIAN STALLION. Giüørjœ Tavęcchiö blinda la vittoria di Oakland, dove Derek Carr è tornato in buona forma, proprio come Harrison Ford in Blade Runner 2049.

5. Minnesota Vikings (1-0) – Bradford più chirurgico di certi episodi di Dexter. Vivisezionati i Saints e corni norvegesi ovunque a festeggiare nelle lande del Minnesota.

6. Detroit Lions (1-0) – Stafford nei comeback è una sentenza quasi quanto Sgarbi che fa da paciere sulle accuse di Mosca Leghista. Vittoria scontata.

7. Carolina Panthers (1-0) – Vincere contro i 49ers è proprio come rubare le caramelle a un bambino, vero Candy Cam?

8. Denver Broncos (1-0) – Un Blackout nel 4th Quarter ha fatto esclamare Koo Dio a tutti i fan del Mile High, salvo poi ricredersi nel FG bloccato. Anche sempre merito di Koo, uno e trino.

9. Sacksonville Jaguars (1-0) – Ah. La DLine dei Jaguars ha distrutto OL e QB dei Texans quasi a livello delle patatine fritte del McDonald’s dopo 75 mesi di stagionatura. A Houston son volati sack come bestemmie a Bassano del Grappa alla sagra del vino.

Sento profumo di Savage.

10. Philadelphia Eagles (1-0) – MVP. MVP. MVP. Non stiamo parlando di Wentz, ma delle natiche portentose di Nelson Agholor che tornano nel palcoscenico che conta, proprio come Mickey Rourke in The Wrestler. Trasformato.

11. Pittsburgh Steelers (1-0) – TJ WHATTTTTTT. Che bel debutto del fratellino Watt, proprio ad alto voltaggio. Meglio di una lampadina di 200 Watt. Poi a illuminare il resto ci pensa Antonio Brown.

12. Atlanta Falcons (1-0) – La paura avuta dai Falcons di chokerare contro i Bears all’ultimo secondo è stata così forte da far rivalutare la colonna sonora di Suspiria del buon Dario Silver. Squadra palesemente unstopabol.

13. Baltimore Ravens (1-0) – C’era tutto per una sfida interessante. Invece si è rivelata essere la partita meno seguita delle 19:00 dai tempi della prima TV di FlashForward. Tengono a zero i Bengala, Corvi volano là dove osano le Eagles.

14. Los Angeles Rams (1-0) – 46 punti e si è già al 21% dei punti totali messi a segno l’anno passato. Ok, erano i Colts con Tolzien, ma dati del genere fanno impressione. Cioè impressionano su quanto facessero schifo i Rams l’anno scorso. Goff è partito con il piede giusto, di chi osa levarsi la nomea di Bust. Entra in scena come Steve Cold Steve Austin.

15. Buffalo Bills (1-0) – Quando vedi Rotolone Tolbert mettere a segno un TD sai già benissimo che è il momento di aprire il frigo e scofanarti delle Buffalo Wing per celebrare. Eterno.

16. Tampa Bay Buccaneers (0-0) – Giudizio sospeso, sono in una realtà parallela tipo Loggia Nera insieme a Bucco Bruce.

Bucs e Dolphins ci rivedremo tra 25 anni…

17. Miami Dolphins (0-0) – Aridaje con il giudizio sospeso, ormeggiano infatti insieme a Free Willy facendo numeri acrobatici tra orche e delfini.

18. Cleveland Browns (0-1) – Primo drive, primo punt bloccato e primo, grottesco, TD subito. Cleveland ha iniziato alla grandissima anche la nuova stagione, peccato (o per fortuna) che in effetti i Browns adesso hanno le parvenze di una squadra di football, e la sconfitta per soli 3 punti contro i più quotati Steelers è un gran bel segnale per le prossime partite. In attesa di Myles Garrett….

19. Chicago Bears (0-1) – Sulla falsariga dei Browns, i Bears hanno sfiorato un colpaccio incredibile al Soldier Field. Dati per spacciati contro i Falcons, Glennon & co. hanno avuto per quattro volte la palla del possibile sorpasso a pochissimi secondi dal termine, sprecandole tutte quante. La spina nel fianco dei Falcons? Tarik Cohen, 168 cm ma tantissima ignoranza.

20. Los Angeles Chargers (0-1) – Tra un volo di Melvin Gordon e un intercetto che più grottesco non si può, i Chargers pagano l’effetto “uomo-marketing” di Koo, che seguendo le orme di un altro orientale visto dalle parti di Milano con una divisa nerazzurra, si promette di sbagliare il field goal che varrebbe l’overtime e un possibile upset in quel di Denver.

21. Seattle Seahawks (0-1) – Quando pensi di aver già toccato il fondo con il nuovo logo, ecco che la Offensive Line di Seattle ci stupisce sempre di più. La difesa dei Seahawks tiene per due quarti contro “Baffo” Rodgers, che poi mette il punto esclamativo sulla partita.

22. Washington Redskins (0-1) – La fiera del fumble firmata Kirk Cousins & Jamison Crowder rovina l’improbabile pick six di Kerrigan. Se c’era un indizio su quale sarebbe potuta essere la peggiore della NFC East, oggi abbiamo le idee più chiare.

23. Tennessee Titans (0-1) – Giocavano contro Giorgio Tavecchio. C’era poco da fare.

24. New York Jets (0-1) – Fiduciosi che quello zero rimanga tale per molte settimane, i bistrattati Jets perdono contro i Bills, rispolverando un gioco di corse degno di quello dei Jaguars anni or sono. L’unico touchdown messo a segno è firmato Josh McCown. Josh. McCown.

25. New York Giants (0-1) – Le smorfie di Eli Manning meriterebbero una posizione tutta per loro, e senza Odell Beckham Jr i Giants non hanno avuto la minima possibilità contro i Cowboys.

Il ritorno di un grande classico!

26. San Francisco 49ers (0-1) – Il calderone californiano si riconferma anche quest’anno, partendo spacciati contro i Panthers. Da seguire il top player della squadra, Bradley Pinion. Ah, è il punter?

27. New Orleans Saints (0-1) – Lo avevo scritto qui, solo per essere subito smentito. I famosi “miglioramenti difensivi” a NOLA sono leggenda, e Adrian Peterson è stato capace subito di litigare con Sean Payton per i pochi snap giocati. L’attacco s’ingolfa e la difesa subisce. Povero Brees.

Il web si è già scatenato sulla “scenata” Payton-Peterson.

28. Arizona Cardinals (0-1) – Rispetta le previsioni della Bonanza Carson Palmer, che da buon “finito” cala tre intercetti contro la difesa dei Lions, con Arizona che si fa segnare 20 punti nell’ultimo quarto. E anche oggi faccio la postseason domani.

29. Houston Texans (0-1) – JJ Watt è riuscito a raccogliere 30 milioni di dollari per le vittime dell’uragano Harvey, ma a quanto pare questa impresa è nulla se la paragoniamo all’impossibilità di questa squadra di mettere un QB di ruolo a fare il QB. Tom Savage ci ha fatto capire perchè non veniva neanche considerato ai tempi di “Hoyer & Mallett” e DeShaun Watson è entrato ormai a frittata fatta. Se ci mettiamo i tre infortuni per “concussion” a Griffin, Fedorowicz e l’onnipresente Cushing, piove sul bagnato.

30. New England Patriots (0-1) – Ebbene sì, New England ha preso una ripassata come pochi nell’home opener, e dopo aver ingaggiato Mark Wahlberg a ricordare come fosse stata grandiosa l’impresa di Houston, ecco che i furboni dei Chiefs rimontano proprio i padroni di casa negli ultimi 15 minuti, segnando 21 punti. Ah, i Patriots non concedevano così tanti punti dal 1993, anno in cui la stragrande maggioranza del tifo bostoniano ancora non era nato.

31. Cincinnati Bengals (0-1) – Cosa c’è di peggio a farsi segnare 20 punti da Joe Flacco e soci? Semplice, segnarne zero, lanciare quattro intercetti e rendere invisibile la tua “red zone threat” migliore. A Cinci lo sanno che è finita la preseason?

32. Indianapolis Colts (0-1) – Nettamente i peggiori di questa settimana. Lo capisci anche da i field goal sbagliati di Adam Vinatieri, che quest’anno non è cosa. E forse Tolzien potrebbe tornare a scrivere libri.

Una foto dello scrittore/quarterback dei Colts J.R.R. ToLzien
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Andrea Triunfo
Studente della Cattolica di Milano, insegue il sogno di diventare giornalista professionista. Scopre gli sport americani nel 2006 ma è solo tre anni più tardi che visita Boston e si innamora di Beantown. Patriots, Bruins, Red Sox e Celtics diventano tutt'uno, tanto da spingerlo a tornarci altre tre volte, l'ultima in ordine di tempo per uno stage. Da quel momento diventa l'inquilino più patito di Fenway Park.

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